la scoperta dell’acqua calda

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La scoperta dell’unicità è la scoperta della coscienza che tutto contiene. Ai più ciò potrebbe sembrare una sciocchezza o quantomeno una banalità come lo è quella dell’acqua calda. In verità abbiamo identificato un modo semplice per fotografare nella mente un’istantanea di ciò che è la coscienza e il senso di individualità, un modo diverso per rafforzare nell’individuo la già esistente consapevolezza “io sono”. Infatti in quell’attimo in cui si individua l’unicità anche in un semplice oggetto in verità la si sta realizzando anche a livello della coscienza – livello in cui la coscienza del Sé consapevolizza se stessa nel conscio – proprio perché la Coscienza (l’indescrivibile straordinarietà dello stato di presenza del Sé) è contemporaneamente origine e conseguenza di se stessa.

Il problema è diventarne pienamente consapevoli, esserne consci completamente e mettere l’acqua sul fuoco, altrimenti rimane solo un concetto che non serve a nulla.

the magic box

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L’unicità – la Coscienza dell’Unico – è l’invisibile contenitore dell’esistere TUTTO, ma è anche la condizione che rende possibile la singolarità dimensionale tutta, sino al punto in cui è anche possibile l’auto-individuazione, l’autocoscienza, la realizzazione di se stessa, poiché la Coscienza del Sé è la coscienza di sé. Ecco l’’individuo perciò, che armato (ma anche appesantito) di mente e sensi può realizzarsi in tale Verità fondamentale.

L’Unicità, o la Coscienza dell’Unico, spiega perché si arriva a parlare di “karma”, di  “individualizzazione” o di “individuazione” che in sostanza sono la medesima cosa e la naturale conseguenza dell’esprimersi dell’Unicità originale.

autocoscienza

dito

L’autocoscienza è la coscienza che la Coscienza del Sé, e non l’io, ha di se stessa e del Sé. L’io è il prodotto di questa consapevolezza ed è semplicemente il dito che indica quello stato di consapevolezza superiore. L’autocoscienza è perciò il conscio, ossia l’insieme di Coscienza del Sé, mente e corpo, che permette, matura e realizza tale stato. Possiamo anche dire che il conscio – lo stato di autocoscienza – mentre è il naturale esprimersi della Coscienza, a livello della mente viene definito come il destino – il karma – della forma che lo consente.

 

L’Esistere TUTTO

“Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”

(William Shakespeare, La Tempesta, Atto IV)

L’esistere TUTTO è la Coscienza del Sé, è il sogno infinito in cui avviene quello temporaneo della mente, la sua sostanza è di Vibrazioni della Coscienza – di Energia della Coscienza e di Materia della Coscienza.

I vari livelli della sostanza del sogno si formano per “condensazione”, ossia per la concentrazione e transizione della sostanza originaria (la Coscienza) in una successiva fase dell’esistere. Di fatto si tratta della condensazione e transizione delle espressioni della Coscienza in altre forme della stessa Coscienza. Queste forme divengono percepibili con il contestuale formarsi del senso mentale e del corpo fisico, e quindi con il contestuale formarsi della dimensione tempo-spazio (il tempo è sostanzialmente energia e si riferisce all’energia stessa e lo spazio è in relazione alla materia). Comprendendo questo passaggio possiamo realizzare che tutto il mondo manifesto, pur essendo parte dell’esistere infinito della Realizzazione, ossia della Coscienza del Sé, appare di fatto come una limitata percezione della mente. La mente è il passaggio obbligato nel Conscio per l’esperienza sensoriale di sé nel mondo che offre una limitata percezione della sua stessa maturazione e sensibilità e non di ciò che è invece Totale Coscienza del Sé.

“spiritualità”

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Intendo condividere un approccio all’auto-indagine del tutto intuitivo e semplice, che non abbisogna di particolari sensibilità e facoltà (normali o paranormali), o meglio che le trascende, perché si focalizza su ciò che in effetti è il comune denominatore di ogni possibile via ed espressione, ovvero l’unicità che le contiene e definisce.

Nello specifico si tratta di un metodo e di un atteggiamento mentale per indirizzare la propria attenzione, sia nella meditazione che nella veglia consapevole, privo di tutti quei concetti filosofici e anche di qualsivoglia ritualità e dogma religioso che generalmente caratterizzano la c.d. “via spirituale”.

I “classici temi mistici” fanno riferimento alle diverse esperienze dei “pochi” maestri, saggi, santi, profeti, artisti, inventori, filosofi, ma anche da innumerevoli individui non conosciuti, che sono riusciti ad auto-realizzarsi e a diffondere il loro pensiero, e che con il tempo sono diventati: religioni, filosofie, movimenti spirituali, tecniche di meditazione, metodi di apprendimento, tradizioni, che generalmente sono intesi come “verità universali” ma che nonostante tutto, rispetto alla stragrande maggioranza degli individui, rimangono perlopiù dei concetti e delle idealizzazioni a cui “credere o non credere”. Sebbene tutti questi concetti, credenze, rivelazioni e scoperte contengano in sé comunque un grandissimo potere iniziatico non è comunque detto che siano anche efficaci ed esaustivi per ognuno.

E’ importante comprendere che tutto questo “mondo spirituale” che ci ritroviamo in essere come background conscio ed inconscio nasce comunque da approcci individuali all’auto-realizzazione, non potrebbe essere altrimenti. Malgrado tutte queste esperienze costituiscano comunque una solida base riconosciuta ed accettata a livello collettivo non sono però universali rispetto alla inviolabile singolarità e sacra libertà di ogni individuo che di fatto è la vera “spiritualità”.