Meditazione

la-via

La mente rivolta in se stessa diviene, gradualmente o subitaneamente, e questo dipendentemente dalla sua struttura e resistenza, il flusso di esserlo del Conscio, ovvero il flusso che collega lo Stato dell’Esserlo al processo che lo sta realizzando, e ciò che viene chiamato normalmente il processo meditativo.

Poiché è il Conscio che si manifesta e che si riconosce, è il Conscio che “innesca” il processo meditativo. La preghiera, la richiesta, lo studio, il riflettere, o l’immedesimazione con ciò che si sta facendo, ecc., sono tutte attività che esprimono la capacità del conscio di dirigere le emozioni e pensieri, ovvero la mente pensante, verso la propria origine.

In verità, sebbene siano tutte attività che iniziano nella e con la mente a livello del conscio mentale, si tratta sempre della conseguenza del processo del riconoscersi che tende a sfociare spontaneamente nello stato di attività senza attività per trasformarsi nel flusso che conduce allo stato in cui il Conscio si identifica esclusivamente con se stesso.

Questa necessità del meditare è espressione diretta dell’innata capacità di riconoscersi del Conscio. Con la costante pratica la meditazione si evolve e matura sempre più, coinvolgendo non solo tutti i processi vibratori-energetici e materiali consci, della cosiddetta veglia consapevole, ma anche quelli del sonno e del sognare stesso.

Per quanto sia di fatto impossibile definire quanto tempo occorra meditare per realizzare lo stato della “liberazione”, possiamo però dire che la veglia, il sonno e il sogno possono trasformarsi nello svolgersi unico del medesimo processo del riconoscersi che conduce a quello stato, poiché di esso sono espressioni.

Il processo del riconoscersi, il processo dell’essere del Conscio, si completa pertanto con la forma fisico-mentale più idonea a manifestarlo, ma si realizza però a prescindere da essa, ovvero trascendendo i limiti della forma e della conoscenza mentale, trascendendo quindi anche tutti i concetti mentali da cui è partito, e sfociando nello stato di Conscio Unico.  Quando questo Stato diviene permanente il Conscio è nello Stato di Dio, nello Stato che peraltro non aveva mai lasciato, se non mentalmente, nello Stato che trascende ogni illusoria forma dell’essere, in cui scompare lo stesso credere e lo stesso bisogno di meditare, perché non c’è più un chi crede né un chi ne ha bisogno.

Chi sono io?

In ogni momento tutto sembra dirti chi e cosa sei, tutto sembra muovere in te chi o cosa vorresti essere.
Sebbene tu possa credere di essere ciò che credi e pensi, e questa è la sacra libertà di ogni individuo, in verità non puoi sapere cosa o chi sei in realtà, perché non sei la conoscenza che puoi raggiungere né sei qualcosa che può essere conosciuto. La coscienza di sé trascende la conoscenza.

Quindi, se cerchi realmente di realizzarti, ovvero di essere ciò che in realtà sei, lascia andare tutti i concetti su te stesso, sugli altri, sul mondo, sulla vita, lascia andare tutte le domande tranne una: “Chi sono io?”, che poi è la vera base di ogni possibile domanda.

Lasciarsi andare in questa auto-indagine significa conoscere cosa non sei, e questo è sufficiente*.

*Questa “sufficienza” non è leggerezza. E’ apertura, liberazione, la via che conduce al vero stato, lo stato di Conscio Unico, in cui non c’è nessuno eccetto il reale Sé manifesto come Conscio di se stesso. Solo il reale Sé è! Questo Suo essere, e di nessun altro, è il solo ed unico essere, ma non è il Sé, non è Dio, è solo una delle sue ineffabili ed infinite manifestazioni, quella di essere conscio di se stesso.

andreacasari.com 

 

 

ecce zionale homo

L’Uomo è l’unione di Coscienza, Vibrazioni, Energia e materia.

L’essere umano è la forma con cui si finalizza nel tempo e nello spazio l’unicità del Conscio quale particolare forma di espressione della Coscienza. Esso rappresenta il materializzarsi delle primarie e indivisibili Forme di espressione della Coscienza: le cosiddette Forme Primarie di Conscio (il Sapere, l’Amore e il Potere). A livello delle Forme fondamentali di Conscio – livello in cui non c’è la mente – il conscio è semplicemente queste, ossia è il Sapere, l’Amore e il Potere di essere del Sé, che per il principio di unicità si individualizzano. Il Conscio è in questo senso un processo che, sul piano della Coscienza, avviene e svanisce come un lampo; un lampo in cui la coscienza consapevolizza se stessa e in cui accade e scompare simultaneamente tutto ciò che questo implica, ma che a livello della mente-corpo, che sono sorti da tale consapevolezza di sé, tutto (l’individuo, gli altri, e l’intero esistere) è percepito come un insieme che accade e continua nel tempo. Simultaneamente, nei livelli manifesti “sottostanti” delle energie e della materia, esistono la sua forma mentale e fisica.

Poiché la Coscienza del Sé è di là del tempo-spazio il fenomeno, miracolo, segno, dell’auto-coscienza non è un momento determinabile in termini di temporalità (prima, dopo, quando, ecc.,) – esso è semplicemente – ma guardando invece con la mente (dimensione in cui esiste il tempo) la forma individuale conscia appare solo dopo un certo tempo nella “storia” della cosiddetta evoluzione, ovvero quando l’ambiente (il mondo materiale) e tutte le forme dell’essere e dell’esistere hanno raggiunto un livello ideale per consentire la sua presenza ed esistenza.

La comparsa dell’Uomo perciò è l’avvento del Conscio individuale, quale una delle infinite espressioni possibili della Coscienza del Sé, ed è contemporanea a quel mondo che appare con la mente ed i sensi.

al di là di essere e non essere

Tra tutte le infinite ed inconcepibili manifestazioni del Sé (Dio, l’Assoluto, ecc.,) la Coscienza è la sua fondamentale espressione. La caratteristica principale della Coscienza è di riferirsi al Sé, di autoriconoscersi come il suo stato di presenza e di rappresentarlo in essere, sebbene il Sé sia al di là dei concetti di essere e non essere, al di là della Coscienza stessa. Attraverso le sue primarie Facoltà del Sapere-Amore e Potere di Essere essa si manifesta in tutte le possibili forme dell’esistere, tutte assolutamente uniche ma allo stesso modo indivisibili, una delle quali è proprio quella della così detta auto-coscienza individuale, ovvero la coscienza della Coscienza, esperienza che si conclude nel “Conscio maturo” o “Conscio Realizzato”.

dalla pagina “Coscienza e Conscio”

La quiete dopo la tempesta

La mente – pur essendo espressione delle forme fondamentali della Coscienza – è generalmente inconsapevole di tutto ciò a causa del fatto che usa e pensa solo a quello che conosce al momento, in questa sua attività pensante è in balia del proprio inconscio ignorando e frapponendosi come uno scudo a ciò che la trascende e genera. Pertanto la consapevolezza dell’individuo non cresce fintanto la mente non si acquieta e nutre del sapere della Coscienza, riemergendo sempre più matura di prima, sino ad acquisire una consapevolezza minima che le garantisce il “non ritorno”. Il processo di realizzazione dell’Unicità oltre a coinvolgere la maturazione della mente è contemporaneamente un processo nel quale il conscio individuale realizza la libertà dalla personale individualità mentale e realizza l’unità con l’unica Coscienza del Sé. Si concretizza perciò l’equivalenza, sempre stata in essere per altro, tra il Conscio e la Coscienza manifesta del Sé. L’Unicità – la Coscienza dell’Unico – si rivela essere il fondamento e il contenitore dell’esistenza tutta, alla base di ogni verità, il fondamento di ogni individuazione, via spirituale, pratica, tecnica, espressione artistica, di ogni filosofia e religione, la base di tutto ciò che si è rivelato con e all’individuo nel corso del tempo.

La meditazione giornaliera eseguita con la semplice richiesta interiore di acquietare la mente e di Maturare l’Unicità, è un’ottima pratica.

. Prego la Coscienza del Sé (o Dio, o il Sé, non è importante) di acquietare la mente.

. Prego la Coscienza del Sé di Maturarmi l’Unicità.

dalla Pagina Il Metodo

Over the limits

Con i limiti cognitivi, espressivi e di linguaggio della mente non è possibile descrivere cosa sia la Coscienza, e nemmeno l’Unicità visto che sono sinonimi, perché la mente pensante non c’è più a livello della Coscienza. Calmando la mente pensante questa gradualmente scompare in forma di pensiero (questo processo non è spesso semplice) e rimane come semplice Forza Vitale in essere – Energia. In questo stato l’individuo viene inondato dal Sapere Vero della Coscienza (un sapere non pensato che trascende la mente) da cui è possibile Sapere veramente, e soprattutto da cui risulta chiaro ed evidente ciò a cui la Coscienza si riferisce, al di là delle proprie espressioni, ovvero all’Unico e immutabile SE’. Il Sapere di Essere, l’Amore di Essere e il Potere di Essere sono le primarie ed indivisibili forme della Coscienza del Sé, e sono in verità UNO con Essa, che si manifestano sino alla loro incarnazione.

dalla Pagina Il Metodo

L’approccio spontaneo alla comprensione

L’approccio spontaneo ma anche inconscio all’auto-indagine e alla comprensione si basa sostanzialmente sulla scoperta e realizzazione del principio di Unicità. Questo atteggiamento mentale che deriva dall’unicità del conscio anticipa di gran lunga ogni sorta di altra concettualizzazione, di filosofia e religione. Questa via, semplice e diretta, è priva di dei, spiriti, dogmi, maestri, rituali e di inutili travestimenti e atteggiamenti da guru, ma è piena di opportunità. Nella sua disarmante semplicità, risveglia l’individuo alla propria unicità nella sua vita, comprendendola, migliorandola e realizzandola, e lo conduce a scoprire e a realizzare l’Unicità all’origine della vita stessa, la Coscienza dell’Unico Sé.

Cara scienza…

…la Coscienza non è una manifestazione del corpo (del cervello), ma del Sé. Il corpo e la mente, come tutto ciò che viene chiamato mondo conosciuto e sconosciuto, sono espressioni della Coscienza, esclusivamente sue sono le forme di Vibrazioni, Energia e Materia.

Non è il cervello a produrre la Coscienza, come la scienza cerca di spiegare, ma grazie all’evoluzione della propria forma di espressione (il corpo, la mente, i sensi, ecc.,) c’è coscienza della coscienza ed anche l’esperienza della coscienza, a livello della mente e del corpo, e non potrebbe essere altrimenti visto che questi sono sue forme di espressione che consentono il processo del conscio. La Coscienza è ciò che le religioni definiscono come il Creatore, Dio. L’individuo rivolgendosi ad essa con la richiesta, la meditazione, la preghiera, il rituale, ecc., a prescindere da ciò che questo può causare nei mondi delle energie e della materia, può realizzare (gradualmente o istantaneamente) il fatto di essere Uno con la Coscienza del Sé e di essere cosciente del Sé Reale.

Non siamo figli delle stelle

La conquista della coscienza di se’ come dell’unico Se’ è sostanzialmente quello che si definisce maturazione del conscio, maturazione spirituale dell’individuo, illuminazione, realizzazione. La Coscienza è di per se stessa già conscia del Sé, quale propria origine, pertanto la suddetta maturazione non è un mutamento del suo stato ma è il processo di armonizzazione del conscio, ovvero della relazione della coscienza con tutte tutte le sue espressioni, in primis la mente, che è il suo fondamentale senso di sintesi. Una maturazione che coinvolge l’intera manifestazione individuale nell’intento di realizzare consapevolmente l’Unità originale, che peraltro già esiste.

Per quanto il così detto “viaggio spirituale” sia puramente un’illusione della mente, visto che dall’Unità non ci si muove e separa affatto, si tratta comunque per il conscio che vive tale esperienza di pura eccitazione, estatico godimento e pieno appagamento, incommensurabilmente più grande di qualsivoglia conquista del superfluo o del necessario.
L’uomo è espressione della Coscienza del Sé, della sua spontanea capacità di essere conscia di  sé stessa e della sua origine, non è figlio delle stelle né una creazione del desiderio o del bisogno.

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