In breve

L’Uomo è l’unione di Coscienza, Vibrazioni, Energia e materia. Egli è il manifestarsi della Coscienza del Sé Assoluto attraverso la forma individuale di un corpo-mente, il conscio per l’appunto.

Il conscio è espressione dell’Unicità della Coscienza, la sua particolarità rispetto a tutte le altre forme e manifestazioni nell’esistere tutto sta nel fatto che rappresenta la capacità della Coscienza di individuarsi, di auto-riconoscersi completamente, attraverso le proprie espressioni. Il conscio è di fatto la Coscienza del Sé manifesta nello spazio-tempo, la sua espressione non si limita a dare vita alla sua forma materiale ma si adopera e completa nella sua realizzazione, ovvero nel realizzare la sua “onnicomprensività”.

La realizzazione del conscio è la maturazione consapevole dell’Unicità nell’Unità, ossia dello stato di equivalenza in essere tra il conscio (individuale) e la Coscienza manifesta del Sé. Una uguaglianza che peraltro è già in essere e di cui sola la mente ne è inconsapevole, o meglio, una differenza e una distinzione che mai è esistita ma che solo la mente crea basando il proprio pensare alla sensorialità del corpo rispetto al mondo esterno, in cui erroneamente la forma individuale sembra separata dal tutto il resto. La realizzazione dell’individuo perciò esiste già al livello dell’unica Coscienza mentre si definisce nel tempo e nello spazio nei livelli delle Vibrazioni-Energie e della materia, ovvero ai livelli della mente e di tutte le altre forme energetiche e del corpo fisico. Essa è l’armonizzarsi delle potenzialità della Coscienza alle diverse condizioni e relazioni di mente-corpo-ambiente-spazio-tempo che divengono la complessità delle caratteristiche, predisposizioni, attitudini e capacità riconoscibili in ogni individuo. Ogni essere umano che scopre la propria sacra unicità può individuare la propria via all’auto-realizzazione, che non è altro che la vita stessa nella sua completezza, e concretizzarla pienamente.

Conscio individuale e Conscio Realizzato

Il conscio individuale (l’individuo), non è una “parte” o un “segmento” della coscienza tutta (la Coscienza Divina) ma è un processo che esprime l’unità della Coscienza tutta con quelle proprie specifiche espressioni che favoriscono l’autocoscienza, ovvero l’unità con ogni singola mente e corpo. L’Unità della Coscienza con ogni mente e corpo permette l’unicità del Conscio ovvero dell’Individuo. Individuo significa individuarsi.

Il Conscio realizzato (il Conscio Maturo) è il processo che si è evoluto- trasformato in ciò che è sempre stato: Coscienza Divina – mente consapevole – corpo.

Mente conscia e subconscia

luce

La mente conscia e la mente subconscia non sono il Conscio. Il Conscio, come detto più volte, è la relazione che intercorre tra le specificità di Coscienza-mente-corpo. Il Conscio è un processo che crea nella Coscienza l’illusione “individuo”, e il processo attraverso cui l’individuo stesso può realizzare che tra Conscio e Coscienza del Sé non c’è alcuna differenza se non a livello della mente inconsapevole. In tutto ciò la mente svolge un importantissimo ruolo di congiunzione tra Coscienza e corpo fisico nel mondo esterno al corpo senza sapere che in verità il mondo è dentro di essa. 

La mente è confinata al mondo delle energie, è energia vitale utilizzata dall’individuo per esprimersi nel mondo delle energie. Quindi per mente conscia bisogna intendere le forme energetiche di cui è consapevole la mente (il sapere mentale, il sentire mentale, sono comunque energia e non Coscienza del Sé). La mente subconscia è invece quella mente che la mente non conosce, le energie subconscie per l’appunto, le sue potenzialità e le sue catene.

la mente

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Nel senso più stretto del termine con il termine “mente” si intende il flusso individuale vibratorio-energetico dei pensieri e delle emozioni che scaturiscono dalla singola e personale esperienza, il suo organo fisico principale è il cervello e il sistema nervoso. Si tratta della mente-persona, ovvero del limitato Sapere, Amore e Potere, con tutti i processi relativi, che tendono comunque “naturalmente” alla propria totalità originaria. Questo tendere alla totalità è un processo che interessa ogni singola mente ed individuo, ma che ognuno vive e sperimenta in modi, tempi e risultati, diversi nel rispetto dell’unicità di ognuno.

La mente (vibrazioni, energia, flusso vitale, energia vitale, ma anche flusso di pensieri ed emozioni) collega la Coscienza del Sé al corpo fisico. Sostiene l’individuo come forza vitale e lo accompagna nel mondo in cui assieme al corpo nasce, vive e muore, consentendo l’esperienza individuale, grazie alla sintesi dei vari sensi, e la testimonianza della Realizzazione del Sé. Questa esperienza fondamentale è al di sopra di tutte le altre esperienze che l’individuo ha e che crede di avere del mondo e di sé stesso poiché la Realizzazione del Sé è l’alfa e l’omega di ogni possibile esperienza.

La mente (nel senso più ampio del termine) è energia. Essa potenzialmente è formata da tutte le manifestazioni “vibratorie-energetiche” (la mente totale) delle fondamentali Forme di espressione della Coscienza. Nella sua totalità essa è uno con l’energia del Sapere, dell’Amore e del Potere infiniti, che sono anche le forme di base attraverso cui l’individuo può consapevolizzare, e descrivere con i limiti del linguaggio, la Realizzazione del Sé.

La manifestazione della Coscienza avviene per “condensamento”, ossia si manifesta con il condensarsi delle vibrazioni in energie, e dell’energia in materia, livello in cui appare il corpo fisico.

La mente tende naturalmente alla propria totalità – nei limiti dettati dalla sua consapevolezza – ma soprattutto è il mezzo e lo strumento che consente all’individuo, e quindi al Conscio, di amministrare le energie e di maturare e di “illuminarsi”, ovvero di divenire consapevole e soprattutto di vivere pienamente ciò che già è: l’unità e l’unione con la Realizzazione, ossia l’unità e l’unione con la Coscienza del Sé.  Una Unione-Unità che non ha mai cessato di essere, visto che è alla fonte dello stessa esistenza, in cui la ricerca del senso della vita e di se stessi riconduce sempre e comunque all’Unità  con la Realizzazione che è già in essere a livello della Coscienza ma che normalmente non è realizata nei livelli sottostanti a causa dell’ostruzionismo inconscio della mente inconsapevole.

Ciò significa che per il Conscio realizzato (l’individuo che ha realizzato pienamente e costantemente l’unità con la Realizzazione) non vi è più il senso di separazione (l’idea di essere qualcosa o qualcuno di separato-incompiuto è solo della mente inconsapevole), egli vive l’Unità originale senza peraltro perdere quella unicità manifesta che lo contraddistingue nel tempo spazio dalle altre forme dell’esistere.

Autorealizzazione

L’auto-realizzazione è di fatto un processo spontaneo, ostacolato solo dall’inconsapevolezza e dalle forme pensiero della mente. Si tratta del divenire consapevoli dell’Unità-Unione del Conscio individuale con la Coscienza – un processo che vede la mente diventare sempre più consapevole dell’unità, di cui è espressione e di cui fa parte, con la Coscienza. Una unità che non è mai cessata peraltro poiché è l’origine della stessa esistenza. La durata del processo e la modalità nel realizzarsi dipende da individuo a individuo. E’ un processo naturale che si manifesta come conseguenza all’unicità originale del Coscienza.

Questo processo può essere chiamato in svariati modi o essere attribuito a chissà quale evoluzione della forma dell’essere (su questo argomento esiste una svariata letteratura e molteplici sono le tradizioni religiose e filosofiche che ne parlano) ma comunque ciò che succede veramente e che accomuna ognuno di questi diversi approcci è che l’individuo (il Conscio) diviene completamente consapevole della Realizzazione “già” in essere e che quindi non c’è nulla da fare o da raggiungere per ottenerla se non quello di rendersene conto e di arrendersi ed abbandonarsi totalmente al fatto che essa è già. Solo la mente non lo sa e solo la mente può diventarne consapevole per essere uno con tale Verità.

L’auto-realizzazione dell’individuo (l’illuminazione, la maturazione del conscio, ecc.) non si limita a un processo intellettuale. Non si tratta di capire o di comprendere qualcosa che lo riguarda e memorizzarlo, anche se spesso la quasi totalità dei ricercatori rimane intrappolata a questo livello intellettuale.  L’auto-realizzazione è invero la cessazione del senso di separazione che vive illusoriamente l’individuo, poiché il conscio individuale è la stessa infinita Coscienza manifesta in una singola forma. La riuscita, le modalità e le tempistiche del processo variano da individuo a individuo proprio nel rispetto della sua unicità, il che significa che non c’è un individuo migliore di un’altro poiché ognuno è irripetibile e autentico.

L’individuo che supera il senso di separazione che ristagna nella mente  non rinuncia alla propria vita anzi, questa viene valorizzata al meglio. Egli vive consapevolmente l’unità e la particolarità essendo conscio costantemente dell’immutabile assoluto Sé (l’Unico, Dio, l’Origine, l’Assoluto, ecc.) e anche delle sue espressioni. Egli sa che la sola Realtà è l’immutabile  supremo Sé di cui ha sempre coscienza, mentre tutto il resto, compresa la stessa coscienza-realizzazione, è solo mutevole manifestazione (illusione).

Religione

Non sono contrario alla religione in sé, né la considero l’oppio o chissà cosa dei popoli, anzi. Dico solo che sono troppo poche, e per troppo poche non intendo dire che quelle esistenti sono insufficienti in contenuto o carenti in qualcosa, ma voglio dire che ognuno può scoprire e realizzare la propria spiritualità, la propria religione, la propria unicità. Ognuno dovrebbe scoprire e realizzare il mezzo più consono per sé per realizzare la Coscienza del supremo Sé, perché questo intendo per religione, per spiritualità. Nell’uomo è innato lo stimolo ad auto-realizzarsi. E questo stimolo-istinto, assieme a quello di conservazione di sé e della specie, rendono unico l’individuo tra i simili, ed è al di là del dover accettare o accontentarsi delle rivelazioni, saggezze, esperienze e convinzioni altrui. La mia non vuole essere una critica alle rivelazioni conosciute ma vuole essere una riflessione sulle forti pressioni a cui l’individuo è sottoposto: quelle del conscio collettivo innanzi tutto su quello individuale, quelle del potere precostituitosi in tali religioni, quelle della superficialità, dell’ignoranza, dell’apatia, della comodità di trovare qualcosa di già pronto e condiviso da tanti altri. Se mi consentite il confronto, le religioni sono un po’ come la lingua, la cultura, o la cucina: italiana, indiana, messicana, cinese, ecc., ecc.. Tutte le varie “cucine”, ad esempio, sono espressioni di microclimi e micro-esperienze diverse, denotano e caratterizzano uno stile di vita, usi e costumi differenti, di un collettivo formatosi, più o meno grande, in modo diverso rispetto ad altri. Queste varie diversità non dovrebbero mai precludere o interferire comunque su quella individuale. Andrebbero considerate in questo modo, punti di partenza e non traguardi assoluti. Ci si dimentica che ognuno ha comunque il suo modo e i suoi limiti di cucinare, i suoi gusti, la sua voglia più o meno spiccata di sperimentare e di andare oltre la classica ricetta. Il microclima più unico che raro, quello più sconosciuto, la cucina da inventare o reinventare e la religione da seguire e realizzare rimaniamo sempre noi stessi.