“Chi sono io? Che cosa sono? Perché sono? Qual è lo scopo dell’esistenza e di questo senso di esistere? Perché tutto questo?”

…..

Rivolgendo la nostra attenzione alla semplice constatazione “che qualsiasi cosa per esistere deve essere unica” possiamo intuire immediatamente e approfondire che “unica” deve essere anche l’origine di Tutto.

Così facendo, e così meditando, risvegliamo in noi stessi la consapevolezza sull’Unicità. Al di là del semplice concetto, che può avere innumerevoli significati diversi nell’uso quotidiano, il “principio di unicità” è una password per accedere ad un livello superiore di approfondimento e di auto-consapevolezza. Essendo il comune denominatore dell’esistenza e di ogni livello dell’esistere, di ogni forma di espressione, e perciò anche di ogni cosiddetta ricerca o realizzazione spirituale, l’unicità si rivela essere ciò che trascende i consueti concetti di infinito ed individuale e di unità tra loro, poiché è ciò a cui questi stessi fanno riferimento.

“L’Unicità conduce direttamente all’Unico poiché dell’Unico è espressione.”

Sebbene questa “ovvietà” passi generalmente inosservata nella sua profondità, quando al contrario si cerca di comprenderla ci si accorge che le capacità cognitive non sono sufficienti e ci si scontra con i limiti della mente. Infatti, l’Unicità trascende la forma e le espressioni che essa stessa contiene e definisce, e perciò trascende anche la mente che si pone tutte queste domande e che asserisce questi stessi concetti.

Poiché con la mente non si può trascendere la mente, l’individuo esausto del gioco mentale, ma sinceramente abbandonato in questa ricerca, scopre in se stesso che il riconoscimento di questo principio è il medesimo auto-riconoscersi, auto-realizzarsi. Egli scopre che tale potere e capacità è manifesto in tutti i livelli dell’esistere, non solo quindi a livello mentale e fisico, non solo a livello energetico e materiale dell’esistere, ma anche in ciò che li trascende tutti, dove però accedendovi si scompare nell’Essere. L’unicità dell’essere infatti trascende ogni individualità e dualità, anche quella di infinito-individuale, o di Dio e creatura, che è normalmente usata per spiegare l’esistenza tutta e quella propria.

La conoscenza intellettuale e la memoria concettuale al riguardo non sono però sufficienti per svelare e raggiungere il traguardo della cosiddetta auto-realizzazione. Realizzare se stessi non è un gioco o una capacità dell’intelligenza individuale. Questi concetti, sebbene utili ed interessanti, devono essere trascesi da ciò che può farlo veramente, ossia dall’innato potere del “riconoscersi” dell’essere conscio. Il processo del Conscio, di cui la mente e il corpo sono espressioni fondamentali, deve poter maturare e sfociare spontaneamente nell’unica origine ed essenza vera, ossia nello Stato dell’Esserlo. In tale Stato non c’è né ricercatore né ricerca, non c’è assolutamente niente e nessuno, nessun dove, nessun quando e nessun perché. Tutto ciò appartiene all’esprimersi dell’unicità del processo divino dell’essere che si individua nella forma di esserlo e nell’indefinibile Stato senza stato dell’Esserlo.

vitruvian-man

Unicità è sinonimo di Coscienza dell’unico Sé che è ed esiste in realtà.