la scoperta dell’acqua calda

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La scoperta dell’unicità è la scoperta della coscienza che tutto contiene. Ai più ciò potrebbe sembrare una sciocchezza o quantomeno una banalità come lo è quella dell’acqua calda. In verità abbiamo identificato un modo semplice per fotografare nella mente un’istantanea di ciò che è la coscienza e il senso di individualità, un modo diverso per rafforzare nell’individuo la già esistente consapevolezza “io sono”. Infatti in quell’attimo in cui si individua l’unicità anche in un semplice oggetto in verità la si sta realizzando anche a livello della coscienza – livello in cui la coscienza del Sé consapevolizza se stessa nel conscio – proprio perché la Coscienza (l’indescrivibile straordinarietà dello stato di presenza del Sé) è contemporaneamente origine e conseguenza di se stessa.

Il problema è diventarne pienamente consapevoli, esserne consci completamente e mettere l’acqua sul fuoco, altrimenti rimane solo un concetto che non serve a nulla.

mediocrità e indifferenza

La mediocrità è illusoria come lo è l’indifferenza. E’ un vizio, uno dei tanti del resto, il vizio di temere più l’indifferenza dell’io piuttosto che la morte dell’io. L’indifferenza è come una gola mentale insensibile al gusto che deglutisce ogni stato emotivo in uno stomaco sterile che non elabora e non assimila, che tende a salvare la maschera più che la faccia. E’ sostanzialmente un vizio di forma come lo è la stessa mediocrità poiché la forma non può altro che essere unica e differente dal resto e soprattutto dal vero. L’indifferenza non ha nulla a che fare con la consapevolezza, è l’illusoria superiorità dell’io, mentre la consapevolezza è assenza dell’io.

the magic box

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L’unicità – la Coscienza dell’Unico – è l’invisibile contenitore dell’esistere TUTTO, ma è anche la condizione che rende possibile la singolarità dimensionale tutta, sino al punto in cui è anche possibile l’auto-individuazione, l’autocoscienza, la realizzazione di se stessa, poiché la Coscienza del Sé è la coscienza di sé. Ecco l’’individuo perciò, che armato (ma anche appesantito) di mente e sensi può realizzarsi in tale Verità fondamentale.

L’Unicità, o la Coscienza dell’Unico, spiega perché si arriva a parlare di “karma”, di  “individualizzazione” o di “individuazione” che in sostanza sono la medesima cosa e la naturale conseguenza dell’esprimersi dell’Unicità originale.

“spiritualità”

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Intendo condividere un approccio all’auto-indagine del tutto intuitivo e semplice, che non abbisogna di particolari sensibilità e facoltà (normali o paranormali), o meglio che le trascende, perché si focalizza su ciò che in effetti è il comune denominatore di ogni possibile via ed espressione, ovvero l’unicità che le contiene e definisce.

Nello specifico si tratta di un metodo e di un atteggiamento mentale per indirizzare la propria attenzione, sia nella meditazione che nella veglia consapevole, privo di tutti quei concetti filosofici e anche di qualsivoglia ritualità e dogma religioso che generalmente caratterizzano la c.d. “via spirituale”.

I “classici temi mistici” fanno riferimento alle diverse esperienze dei “pochi” maestri, saggi, santi, profeti, artisti, inventori, filosofi, ma anche da innumerevoli individui non conosciuti, che sono riusciti ad auto-realizzarsi e a diffondere il loro pensiero, e che con il tempo sono diventati: religioni, filosofie, movimenti spirituali, tecniche di meditazione, metodi di apprendimento, tradizioni, che generalmente sono intesi come “verità universali” ma che nonostante tutto, rispetto alla stragrande maggioranza degli individui, rimangono perlopiù dei concetti e delle idealizzazioni a cui “credere o non credere”. Sebbene tutti questi concetti, credenze, rivelazioni e scoperte contengano in sé comunque un grandissimo potere iniziatico non è comunque detto che siano anche efficaci ed esaustivi per ognuno.

E’ importante comprendere che tutto questo “mondo spirituale” che ci ritroviamo in essere come background conscio ed inconscio nasce comunque da approcci individuali all’auto-realizzazione, non potrebbe essere altrimenti. Malgrado tutte queste esperienze costituiscano comunque una solida base riconosciuta ed accettata a livello collettivo non sono però universali rispetto alla inviolabile singolarità e sacra libertà di ogni individuo che di fatto è la vera “spiritualità”.

senza io si sta meglio

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L’esprimersi del conscio non termina con la sua forma materiale, con il corpo fisico, ma si ottimizza e definisce con la sua realizzazione, ovvero con la maturazione consapevole dell’Unicità. L’equivalenza tra il conscio e la Coscienza manifesta del Sé sottintende l’equivalenza di unicità ed unità, di individuo e TUTTO.

A livello della Coscienza non c’è la mente e questo significa che non c’è nessun io che sperimenti la realizzazione. Nell’unità accade il processo di consapevolizzazione della mente ed ogni qualvolta il conscio vive lo stato di Unità la mente ritorna in attività sempre più consapevole. Con lo stato costante di Unità il processo di maturazione della mente diviene anch’esso costante.

Sembrerà difficile credere che non si possa esistere anche senza un “io”, sebbene questo inconsciamente accade molte volte durante ogni singolo giorno, il solo pensarci crea una ulteriore resistenza ed attaccamento ad esso. Trascendere l’io è una delle cose più difficili, è molto più facile inventarsene un’altro più sottile e sofisticato, ma quando sfuma veramente l’immedesimazione con esso questo scompare automaticamente e scompaiono anche tutte le possibili identificazioni e si rivela la vera Coscienza del Sé.