la chimica del conscio

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Se abbiamo ben compreso che il Conscio è la sola Entità-Essere esistente e il processo “metabolico” stesso dell’autocoscienza, ovvero l’insieme delle trasformazioni che si verificano nelle dimensioni che costituiscono l’intero “organismo” del Conscio, che ne garantiscono la conservazione, l’accrescimento e la realizzazione, risulta anche più chiaro che ego, io, identità, individualità, ecc., sono delle fasi e dei passaggi nello svolgersi del processo stesso ma non il risultato finale. Perciò prima di attribuire a questo processo in essere un chi o un cosa esso si riferisca è bene che questo sia compiuto, realizzato anche nel tempo-spazio, poiché il Conscio non è nessuno in particolare, e quel chi e quel cosa si riveleranno essere solo elementi temporanei della mente.

 

Così in cielo così in terra

La relazione tra singolo ed infinito, che spesso viene tirata in ballo per poter spiegare l’esistenza individuale, come se questa fosse la naturale contrapposizione della prima, in verità è solo un concetto duale, potentissimo a livello mentale – ma solo un concetto. Ogni forma di esistenza ed espressione è una ed una con l’altra grazie all’unicità che le rende tutte possibili. L’infinito è unico così come lo è il particolare, ed ogni possibile forma intermedia. Al di là del contenuto è l’Unicità. Ciò spiega perché si parla di “individualizzazione” o “individuazione” che in verità sono la consapevolezza di ciò.

da Realizzazione

ecce zionale homo

L’Uomo è l’unione di Coscienza, Vibrazioni, Energia e materia.

L’essere umano è la forma con cui si finalizza nel tempo e nello spazio l’unicità del Conscio quale particolare forma di espressione della Coscienza. Esso rappresenta il materializzarsi delle primarie e indivisibili Forme di espressione della Coscienza: le cosiddette Forme Primarie di Conscio (il Sapere, l’Amore e il Potere). A livello delle Forme fondamentali di Conscio – livello in cui non c’è la mente – il conscio è semplicemente queste, ossia è il Sapere, l’Amore e il Potere di essere del Sé, che per il principio di unicità si individualizzano. Il Conscio è in questo senso un processo che, sul piano della Coscienza, avviene e svanisce come un lampo; un lampo in cui la coscienza consapevolizza se stessa e in cui accade e scompare simultaneamente tutto ciò che questo implica, ma che a livello della mente-corpo, che sono sorti da tale consapevolezza di sé, tutto (l’individuo, gli altri, e l’intero esistere) è percepito come un insieme che accade e continua nel tempo. Simultaneamente, nei livelli manifesti “sottostanti” delle energie e della materia, esistono la sua forma mentale e fisica.

Poiché la Coscienza del Sé è di là del tempo-spazio il fenomeno, miracolo, segno, dell’auto-coscienza non è un momento determinabile in termini di temporalità (prima, dopo, quando, ecc.,) – esso è semplicemente – ma guardando invece con la mente (dimensione in cui esiste il tempo) la forma individuale conscia appare solo dopo un certo tempo nella “storia” della cosiddetta evoluzione, ovvero quando l’ambiente (il mondo materiale) e tutte le forme dell’essere e dell’esistere hanno raggiunto un livello ideale per consentire la sua presenza ed esistenza.

La comparsa dell’Uomo perciò è l’avvento del Conscio individuale, quale una delle infinite espressioni possibili della Coscienza del Sé, ed è contemporanea a quel mondo che appare con la mente ed i sensi.

Preludio in Sé maggiore

fedora

L’Uomo è l’unione di Coscienza, Vibrazioni, Energia e materia. Egli è il compimento dell’unicità della Coscienza del Sé Assoluto attraverso la forma individuale, il Conscio per l’appunto: Coscienza – Mente – Corpo – mondo. La sua particolarità rispetto a tutte le altre forme dell’esistere tutto sta nel fatto che egli rappresenta la capacità della Coscienza di individuarsi, ossia di auto-riconoscersi consapevolmente, non solo come coscienza della coscienza ma anche attraverso le sue espressioni di mente e corpo. Il conscio è di fatto la Coscienza del Sé manifesta nello spazio-tempo, la sua espressione non si limita alla effimera e temporanea vita della sua forma materiale ma si completa nella sua realizzazione, ovvero nel realizzare la sua unicità onnicomprensiva.

La realizzazione del conscio è la maturazione consapevole dello stato di equivalenza tra il conscio (individuale) e la Coscienza manifesta del Sé (totale, onnicomprensiva, infinita). Una uguaglianza che peraltro è già in essere e di cui sola la mente è inconsapevole. Una differenza e una distinzione che mai è stata ed esistita e che solo la mente crea basando il proprio sapere e pensare alla sola sensorialità del corpo rispetto al mondo esterno, illusione in cui la forma individuale sembra separata dal tutto il resto. La realizzazione dell’individuo perciò esiste già al livello della Coscienza mentre si definisce nel tempo e nello spazio nei livelli “sottostanti” delle Vibrazioni-Energie e della materia, ovvero anche ai livelli della mente e e del corpo nello spazio-tempo. La realizzazione individuale è pertanto la realizzazione dell’individuo della coscienza che ha del  Sé assoluto, di ciò che tutto trascende e che è l’unica Realtà immutabile. Contemporaneamente il processo implica anche l’armonizzarsi delle infinite potenzialità della Coscienza con le diverse condizioni e relazioni di mente-corpo-ambiente-spazio-tempo che sono la complessità delle caratteristiche, predisposizioni, attitudini e capacità riconoscibili in ogni individuo. Ogni essere umano che scopre la propria sacra unicità può individuare e scolpire nell’eternità la propria via all’auto-realizzazione, che non è altro che la vita stessa nella sua completezza.

Buona domenica.

mens sana in sano conscientia

La mente è il senso della Coscienza. Essa si forma con la nascita del corpo e rende possibile il processo del Conscio individuale: Coscienza – mente – corpo. Attraverso la mente la Coscienza amministra il mondo delle energie.

Nel senso più usato del termine con “mente” si intende il flusso dei pensieri e delle emozioni che formano la singola e personale esperienza. Si tratta di una struttura energetica (la mente è energia) costituita dall’energia del Sapere, Amore e Potere individuali, e da tutti i processi relativi, che tende a realizzare la propria totalità ed unità con la coscienza. Questo tendere alla totalità è un processo che interessa ogni singola mente ma che ogni individuo vive e sperimenta in modi, tempi, e risultati diversi.

La mente (energia, flusso vitale, ma anche flusso di pensieri ed emozioni) è sostanzialmente la capacità della Coscienza di esprimersi anche come energia e quindi anche come attenzione, ragionamenti, eventi sensoriali e creativi particolari. La mente collega la Coscienza del Sé al corpo fisico e quindi al mondo con l’intero esistere, i quali sono essi stessi espressione della Coscienza. Tutto avviene nella Coscienza del Sé.

La mente rende possibile il consapevolizzarsi del Conscio. Essa, essendo in origine “energia vitale”, se consapevole, agevola il nutrimento e il sostentamento del corpo accompagnandolo nel mondo in cui essi sono stati concepiti e dove sono nati, dove vivono e muoiono. Solo il corpo-mente nasce e muore, la Coscienza è al di là del mondo delle energie e di tempo-spazio, ed è oltre la comprensione mentale. Al contrario, la mente inconsapevole consuma, brucia, inutilmente energia vitale ed ostacola la maturazione del conscio individuale.

Nel senso più ampio del termine la mente è l’espressione energetica individuale delle Forme fondamentali di Coscienza (il Sapere, l’Amore e il Potere). Nella sua potenziale totalità essa è uno con esse. La sua evoluzione consente al Conscio di maturare e di “illuminarsi”, ovvero di divenire consapevole e di vivere pienamente ciò che già è: l’unità e l’unione con la Realizzazione, ossia l’unità e l’unione del conscio individuale con la Coscienza del Sé. Una Unione-Unità che per altro non ha mai cessato di essere, visto che è alla fonte dello stessa esistenza.

La ricerca del senso della vita, del reale se stessi, le diverse domande, e tutte le varie teorie sull’esistenza, riconducono sempre e comunque l’individuo alla medesima Unità con la Realizzazione, la quale è già in Essere, ma che non è ancora realizzata anche nei livelli espressivi del singolo Conscio a causa dell’ostruzionismo della mente inconsapevole.

Ciò significa che per il Conscio realizzato (l’individuo che ha realizzato pienamente e costantemente l’unità con la Realizzazione) non vi è più il senso di separazione. L’idea di essere qualcosa o qualcuno di separato ed incompiuto è solo della mente inconsapevole. Il Conscio realizzato vive l’Unità originale – l’Unicità della Coscienza del Sé – senza peraltro perdere l’unicità della propria forma fisica e della peculiare capacità mentale che lo contraddistinguono nel tempo spazio dalle altre forme dell’esistere.

Wellcome

Con questo sito intendo suggerire al ricercatore attento un approccio nell’auto-indagine per la realizzazione del Sé (la c.d. auto-realizzazione) del tutto intuitivo e semplice. Questo atteggiamento non abbisogna di ricercate conoscenze o sensibilità e nemmeno di spiccate facoltà (normali o paranormali) poiché trascende ogni forma di espressione concentrandosi su ciò che invece è il comune denominatore di ogni possibile forma, metodo, e “via spirituale”, ovvero l’Unicità che le contiene e definisce. Nello specifico il mio consiglio è quello di indirizzare e lasciare la propria attenzione, con la meditazione e la veglia consapevole, nello scoprire quella segreta ed invisibile “placenta” che contiene, nutre, e definisce le cose, mantenendone anche l’unità tra loro, proprio come lo sono la singola forma nell’unico tutto, l’attimo tra tutti i momenti, l’esperienza individuale in tutta la conoscenza. Si tratta di innescare nel conscio un processo della consapevolezza senza contaminazioni che ha lo scopo di condurre l’individuo a realizzare la stessa unicità dell’unicità, ossia di poter realizzare la Coscienza dell’unico Sé. Unicità è sinonimo di Coscienza dell’Unico. Per quanto possa sembrare banale l’essere consci di sé, il pensare, il vedere o il sentire le cose, il fatto di andare oltre questa automaticità e di intuire anche solo per un istante che “Una cosa per esistere deve essere unica!”, e che quindi tutti gli stati dell’essere per poter essere individuabili devono essere unici tra loro, è già di per sé un notevole passo in avanti. Si tratta in effetti della scoperta dell’unicità della coscienza di sé e di possedere una predisposizione alla realizzazione e alla libertà già in essere e assolutamente efficace così com’è. Una propensione che non necessita di essere arricchita da concetti filosofici e tanto meno da qualsivoglia credenza e dogma. Tutto ciò, scopriremo, viene dopo. Ma sappiamo, all’uomo piace colorare le cose a tal punto che si innamora e parla solo dei colori, di come si ottengono, di cosa significano, ecc., perdendo di vista ciò che è stato colorato. I classici temi mistici, come gli stessi termini spirituali usati e il medesimo concetto di spiritualità, rappresentano proprio questa capacità creativa dell’uomo di interpretare le diverse esperienze della realizzazione a seconda del proprio credere e del proprio vissuto. Con il tempo queste interpretazioni sono diventate oggetto di interesse, di studio, e anche di culto collettivo, divenendo religioni, filosofie, movimenti spirituali, tecniche di meditazione, metodi di insegnamento ed apprendimento. Per sedimentazione nel collettivo, per tradizione, e spesso anche per comodità, queste spiegazioni sono considerate “verità universali”, ma per la quasi totalità degli individui rimangono perlopiù delle seducenti astrazioni, dei poetici concetti e delle idealizzazioni, a cui credere o non credere, a cui associarsi o dissociarsi. Sebbene tutti questi concetti, credenze, rivelazioni contengano in sé comunque un grandissimo potere iniziatico e di ispirazione non sono anche esaustivi per ognuno. Per rendersene conto basta guardare quanti individui in effetti si realizzano rispetto ai miliardi di fedeli, di praticanti e seguaci nel mondo. In genere viene spiegato che ciò dipende solo dal fatto che non tutti sono pronti o all’altezza per comprendere, mentre io affermo che ognuno è solo diverso, e non potrebbe essere altrimenti. Le varie diversità di religioni, filosofie, rituali, yoga e tecniche meditative che sono immagazzinate come sottoinsiemi consci e subconsci nell’insieme collettivo non fanno altro che provare all’individuo l’esistenza di questo principio fondamentale di unicità che le ha generate. Malgrado tutto questo costituisca comunque una solida base di appoggio e di non ritorno nell’evoluzione dell’umanità e nonostante il conscio collettivo influisca attivamente nel concepimento e nell’imprinting di quello individuale (e qui ce ne sarebbero da dire di cose..), il principio di similitudine che accomuna tutti gli individui ad un gruppo, e più profondamente ad un unico essere, non è l’ultimo gradino, ma la soglia che introduce alla scoperta e alla realizzazione dell’unicità della Coscienza. Il criterio e la consapevolezza esistenziale di uguaglianza, per quanto veri e importanti nell’evoluzione della specie, delle differenti etnie, dei vari gruppi, e del singolo, non soddisfa appieno l’unicità di fondo a cui tutto tende. Nulla per quanto simile può essere identico all’esclusiva complessità, e alla sacra libertà che ne deriva, di ogni sempre “nuovo” individuo, che è di fatto la vera “spiritualità” da realizzare.

L’Unicità è possibile ed individuabile (ovvero realizzabile) solo nell’Unità. Ciò vuol dire che per poter essere consapevolmente UNO bisogna maturare l’Unicità originale, maturare la Coscienza dell’Unico, dell’Unico senza Unicità (il Sé assoluto). Di fatto, la vera realizzazione della Coscienza comporta anche la piena consapevolezza della sua stessa mutevole illusorietà rispetto all’unica monolitica realtà del Sé; è la liberazione da tutte le illusioni del conscio collettivo e non solo dall’individualità.

Andrea Casari