Over the limits

Con i limiti cognitivi, espressivi e di linguaggio della mente non è possibile descrivere cosa sia la Coscienza, e nemmeno l’Unicità visto che sono sinonimi, perché la mente pensante non c’è più a livello della Coscienza. Calmando la mente pensante questa gradualmente scompare in forma di pensiero (questo processo non è spesso semplice) e rimane come semplice Forza Vitale in essere – Energia. In questo stato l’individuo viene inondato dal Sapere Vero della Coscienza (un sapere non pensato che trascende la mente) da cui è possibile Sapere veramente, e soprattutto da cui risulta chiaro ed evidente ciò a cui la Coscienza si riferisce, al di là delle proprie espressioni, ovvero all’Unico e immutabile SE’. Il Sapere di Essere, l’Amore di Essere e il Potere di Essere sono le primarie ed indivisibili forme della Coscienza del Sé, e sono in verità UNO con Essa, che si manifestano sino alla loro incarnazione.

dalla Pagina Il Metodo

Non siamo figli delle stelle

La conquista della coscienza di se’ come dell’unico Se’ è sostanzialmente quello che si definisce maturazione del conscio, maturazione spirituale dell’individuo, illuminazione, realizzazione. La Coscienza è di per se stessa già conscia del Sé, quale propria origine, pertanto la suddetta maturazione non è un mutamento del suo stato ma è il processo di armonizzazione del conscio, ovvero della relazione della coscienza con tutte tutte le sue espressioni, in primis la mente, che è il suo fondamentale senso di sintesi. Una maturazione che coinvolge l’intera manifestazione individuale nell’intento di realizzare consapevolmente l’Unità originale, che peraltro già esiste.

Per quanto il così detto “viaggio spirituale” sia puramente un’illusione della mente, visto che dall’Unità non ci si muove e separa affatto, si tratta comunque per il conscio che vive tale esperienza di pura eccitazione, estatico godimento e pieno appagamento, incommensurabilmente più grande di qualsivoglia conquista del superfluo o del necessario.
L’uomo è espressione della Coscienza del Sé, della sua spontanea capacità di essere conscia di  sé stessa e della sua origine, non è figlio delle stelle né una creazione del desiderio o del bisogno.

mediocrità e indifferenza

La mediocrità è un vizio, uno dei tanti del resto, il vizio di temere più l’indifferenza dell’io piuttosto che la morte dell’io. L’indifferenza è come una gola mentale insensibile al gusto che deglutisce ogni stato emotivo in uno stomaco sterile che non elabora e non assimila, che tende a salvare la maschera più che la faccia. E’ sostanzialmente un vizio di forma come lo è la stessa mediocrità poiché la forma non può altro che essere unica e differente dal resto e soprattutto dal vero. L’indifferenza non ha nulla a che fare con la consapevolezza, è l’illusoria superiorità dell’io, mentre la consapevolezza è assenza dell’io.

the magic box

magic box

L’unicità – la Coscienza dell’Unico – è l’invisibile contenitore dell’esistere TUTTO, ma è anche la condizione che rende possibile la singolarità dimensionale tutta, sino al punto in cui è anche possibile l’auto-individuazione, l’autocoscienza, la realizzazione di se stessa, poiché la Coscienza del Sé è la coscienza di sé. Ecco l’’individuo perciò, che armato (ma anche appesantito) di mente e sensi può realizzarsi in tale Verità fondamentale.

L’Unicità, o la Coscienza dell’Unico, spiega perché si arriva a parlare di “karma”, di  “individualizzazione” o di “individuazione” che in sostanza sono la medesima cosa e la naturale conseguenza dell’esprimersi dell’Unicità originale.

“spiritualità”

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Intendo condividere un approccio all’auto-indagine del tutto intuitivo e semplice, che non abbisogna di particolari sensibilità e facoltà (normali o paranormali), o meglio che le trascende, perché si focalizza su ciò che in effetti è il comune denominatore di ogni possibile via ed espressione, ovvero l’unicità che le contiene e definisce.

Nello specifico si tratta di un metodo e di un atteggiamento mentale per indirizzare la propria attenzione, sia nella meditazione che nella veglia consapevole, privo di tutti quei concetti filosofici e anche di qualsivoglia ritualità e dogma religioso che generalmente caratterizzano la c.d. “via spirituale”.

I “classici temi mistici” fanno riferimento alle diverse esperienze dei “pochi” maestri, saggi, santi, profeti, artisti, inventori, filosofi, ma anche da innumerevoli individui non conosciuti, che sono riusciti ad auto-realizzarsi e a diffondere il loro pensiero, e che con il tempo sono diventati: religioni, filosofie, movimenti spirituali, tecniche di meditazione, metodi di apprendimento, tradizioni, che generalmente sono intesi come “verità universali” ma che nonostante tutto, rispetto alla stragrande maggioranza degli individui, rimangono perlopiù dei concetti e delle idealizzazioni a cui “credere o non credere”. Sebbene tutti questi concetti, credenze, rivelazioni e scoperte contengano in sé comunque un grandissimo potere iniziatico non è comunque detto che siano anche efficaci ed esaustivi per ognuno.

E’ importante comprendere che tutto questo “mondo spirituale” che ci ritroviamo in essere come background conscio ed inconscio nasce comunque da approcci individuali all’auto-realizzazione, non potrebbe essere altrimenti. Malgrado tutte queste esperienze costituiscano comunque una solida base riconosciuta ed accettata a livello collettivo non sono però universali rispetto alla inviolabile singolarità e sacra libertà di ogni individuo che di fatto è la vera “spiritualità”.