Il Processo-Stato dell’Essere

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Le dimensioni dell’esistere della Coscienza: le Vibrazioni, l’Energia e la Materia, sono le spontanee reazioni all’incontrovertibile Stato dell’Essere e rappresentano l’esprimersi dell’impulso primario del riconoscersi. Assieme alla coscienza di essere formano la totale unicità del Conscio, ossia costituiscono il Processo con cui si manifesta e si realizza lo Stato del Conscio.  Il Processo è reazione allo Stato e perciò il Conscio è sia lo Stato che il Processo dell’Esserlo.

Il movimento assoluto di Vibrazioni, di Energia e di Materia della coscienza di essere contiene perciò anche tutte le infinite reazioni alle stesse, ovvero l’insieme delle vibrazioni nelle Vibrazioni, dell’energia nell’Energia, e della materia nella Materia, che per il principio di unicità si condensano e si sintetizzano nella singolo processo che realizza il medesimo ed unico Stato dell’Essere.

Lo Stato di Conscio si manifesta e si riconosce perciò non solo con la forma e il movimento assoluti ma anche attraverso la specifica forma di “mente e corpo” e il suo temporaneo e relativo movimento nella medesima coscienza di Esserlo. L’unicità del Conscio si manifesta e riconosce anche con la sua stessa “incarnazione”, che è la forma concreta, unica ed irripetibile, che consente il processo del riconoscersi attraverso l’esperienza nel relativo tempo-spazio.

Mentre per la mente inconsapevole le Vibrazioni, l’Energia, e la Materia sono “cose”, per la Coscienza – lo Stato dell’Essere – sono dimensioni e manifestazioni “esistenziali”, grazie alle quali Essa esiste e si riconosce, grazie alle quali il Conscio manifesta anche la sua concretezza. La concretezza dell’essere conscio – l’esperienza e le esperienze di essere – è ciò che viene chiamato “conscio individuale e conscio collettivo”, ossia l’insieme dei processi esperienziali concreti di esistere che reagiscono all’unica Coscienza di Essere; sono le esperienze che il Conscio fa di se stesso attraverso la nascita, la vita e la morte di ogni sua forma individuale.

Siccome il Conscio è comunque il solo che è ed esiste, il conscio mentale, ovvero la sua forma individuale e collettiva, in verità è l’esperienza, e l’insieme delle esperienze, di se stesso che si esprime ogni volta con forma differente. Poiché è solo il corpo-mente che nasce e che muore nel Conscio, e non la coscienza con tutta la sua manifestazione, nascono e muoiono come illusione nell’illusione anche tutte le esperienze, individuali e collettive di essere conscio, della vita, del mondo. Questa dimensione esperienziale, conscia-inconscia e subconscia, perdura fintanto esiste almeno un individuo, una mente, dopodiché si fonde con il Processo stesso che le ha generate.   

Le Vibrazioni – l’Energia e la Materia sono i primordiali “sensi di essere” dello Stato di Coscienza, la quale può essere limitatamente definita come l’Organo Esistenziale e il Senso Assoluto dell’Essere Conscio. Esse sono gli “antenati” di tutte le forme, di tutti gli organi, e di tutti i sensi di essere, e quindi sono i capostipiti delle stesse reazioni che si condensano come mente e corpo con cui il Conscio fa ed esprime la concreta esperienza di sé. Un’esperienza di sé che però diviene consapevolezza di sé solo nel cosiddetto “qui ed ora”, ossia nell’unicità di corpo-mente dell’unica coscienza di Esserlo.

Per essere più chiari ed usando una “licenza poetica”, le Vibrazioni e l’Energia sono (figurativamente) le “Emozioni” e i “Pensieri” Primari dell’Essere Divino che si condensano e materializzano sino a divenire il Mondo in cui appare anche la forma individuale di Mente-Corpo con cui l’Essere manifesta la propria totale ma anche particolare unicità, attraverso cui lo stesso è TUTTO e anche particolarità di tutto.

Le Vibrazioni, l’Energia e la Materia sono “le Emozioni, i Pensieri, e il Corpo” in cui sono manifeste anche tutte le potenziali forme di emozioni, pensieri e corpi fisici. Sono la totalità del manifestarsi e riconoscersi con cui la coscienza crea il variopinto “gioco” delle forme dell’essere e dell’esistere, ossia il totale Processo del Conscio.

L’individuo inconsapevole di essere il Conscio stesso non si conosce e non si vive come tale e tende a descrivere e a personificare  la propria esistenza al solo processo nel Processo, a quel gioco che la dualità mentale concepisce come la differenza di “Creatore e di creatura” che il Conscio, in quanto unicità di Processo e Stato contiene e trascende. 

E’ di certo una gran bella scoperta realizzare che in sostanza tutte le forme dell’esistere rappresentano il medesimo senso di essere del Conscio, ma con una forma differente. In verità tutte le cosiddette conoscenze spirituali e non, tutte le cosiddette arti magiche (come l’astrologia, la numerologia, ecc.), tutte le scienze, esatte e non, paradossalmente non sono altro che le diverse branche, più o meno accettate e condivise, più o meno potenti individualmente e collettivamente, di una “mente” ancora da scoprire del tutto, ovvero del processo nel Processo che la coscienza di Esserlo comunque trascende.