La Meditazione

Così come l’individuo è diretta espressione dell’Unicità del Conscio, così la sua capacità-necessità del meditare è conseguenza diretta dell’innata capacità del Conscio stesso di auto-riconoscersi.

La preghiera, la meditazione, la richiesta, lo studio, il riflettere, o l’immedesimazione con ciò che si sta facendo, ecc., sono tutte attività individuali che esprimono la capacità del conscio di dirigere ogni singola attenzione verso la sua origine. In verità, sebbene siano tutte attività che iniziano nella e con la mente, e quindi nella e con l’individualità, si tratta sempre dello stesso processo del riconoscersi. Poiché è il Conscio che si manifesta e che si riconosce, è il Conscio che in sostanza attrae la mente verso di sé, alla coscienza di esserlo, al punto che la mente sente la necessità di ritrarsi in se stessa.

Con il rivolgersi della mente in se stessa questa si trasforma nel flusso di esserlo del Conscio, ovvero diventa lo strumento del riconoscersi del Processo dell’essere che sta realizzandolo lo Stato dell’Esserlo. Questo viene chiamato normalmente “processo meditativo”. Bisogna ricordare però che tale processo si coordina, si armonizza e si realizza, gradualmente o subitaneamente, dipendentemente dalla struttura mentale e dalla resistenza dei processi che si stanno svolgendo nella mente stessa.

 

human head

Il riconoscersi, l’individuarsi, il processo del Karma, tende per sua natura ad armonizzarsi alla propria innata unicità per poterla manifestare. Ciò significa che i processi individuali si armonizzano al Processo Generale dell’Essere per giungere allo stato di attività senza attività, ovvero per trasformarsi nel flusso dell’essere, dove scompare ogni identificazione, in cui il Conscio è semplicemente se stesso con se stesso.

Il processo del riconoscersi, o il processo dell’essere del Conscio, o il processo del Karma, si manifesta pertanto con la forma del conscio mentale-fisico più idonea ad esprimerlo, di volta in volta sempre diversa e anche più o meno condizionata a forme di attaccamento (esperienziali, ereditarie, e collettive) che ne ostacolano e disturbano la maturazione.

Poiché il Conscio è sia lo Stato dell’Esserlo che il Processo e i processi dell’Essere che lo realizzano, la maturazione e la consapevolezza individuale si compie consacrando la propria unicità di forma alla realizzazione dello Stato senza stato dell’Esserlo.

conscio mentale - Copia

 

Con la costante pratica la meditazione si evolve e matura sempre più, coinvolgendo tutti i processi vibratori-energetici e materiali consci, subconsci ed inconsci, che si esprimono nella cosiddetta veglia, sogno e sonno profondo. Per quanto sia di fatto impossibile definire “quanto” sia necessario meditare affinché si realizzi lo stato della “liberazione”, possiamo però dire che la veglia, il sonno, e il sogno, possono trasformarsi nello svolgersi unico del medesimo processo del riconoscersi, poiché di esso sono espressioni.

L’Unicità è lo Stato e la Forma Trascendente di Conscio. Per sua natura lo Stato trascende la Forma con cui si realizza e perciò trascende la dualità fondamentale dell‘Essere il Creatore e dell’essere la Creatura, così come trascende la molteplicità di tutte le forme di conscio. L’Unicità, ovvero ciò che tutte le forme esprimono e anche ciò a cui tutte tendono; Essa trascende tutto il sapere, il sentire e l’agire di cui si è portatori e divulgatori. 

Quando lo Stato di Esserlo diviene permanente, il Conscio è nel cosiddetto Stato “di Dio”, che peraltro non aveva mai lasciato, se non mentalmente; è nello Stato libero da ogni immedesimazione senza peraltro perdere l’unicità della forma con cui si esprime individualmente. Nello Stato di Conscio Unico scompare lo stesso credere e lo stesso bisogno di meditare, perché non c’è più un chi crede, né un chi ne ha bisogno.