Coscienza individuale

L’idea che ogni singolo individuo abbia una propria coscienza è più che altro un modo di dire che sottintende il saggio consiglio di dare spazio alla Coscienza più che alla mente, e sostanzialmente è un abbaglio della mente. Di fatto è l’unica Coscienza del Sé che contiene TUTTO e tutto e quindi anche ogni individuo, dotandolo del “senso supremo” (l’io sono) della presenza, ed è sempre l’unica Coscienza del Sé che sperimenta se stessa, che consapevolizza se stessa,  attraverso ogni singola esperienza individuale. L’Unicità si costituisce di infinite particolarità.

Religione

Non sono contrario alla religione in sé, né la considero l’oppio o chissà cosa dei popoli, anzi. Dico solo che sono troppo poche, e per troppo poche non intendo dire che quelle esistenti sono insufficienti in contenuto o carenti in qualcosa, ma voglio dire che ognuno può scoprire e realizzare la propria spiritualità, la propria religione, la propria unicità. Ognuno dovrebbe scoprire e realizzare il mezzo più consono per sé per realizzare la Coscienza del supremo Sé, perché questo intendo per religione, per spiritualità. Nell’uomo è innato lo stimolo ad auto-realizzarsi. E questo stimolo-istinto, assieme a quello di conservazione di sé e della specie, rendono unico l’individuo tra i simili, ed è al di là del dover accettare o accontentarsi delle rivelazioni, saggezze, esperienze e convinzioni altrui. La mia non vuole essere una critica alle rivelazioni conosciute ma vuole essere una riflessione sulle forti pressioni a cui l’individuo è sottoposto: quelle del conscio collettivo innanzi tutto su quello individuale, quelle del potere precostituitosi in tali religioni, quelle della superficialità, dell’ignoranza, dell’apatia, della comodità di trovare qualcosa di già pronto e condiviso da tanti altri. Se mi consentite il confronto, le religioni sono un po’ come la lingua, la cultura, o la cucina: italiana, indiana, messicana, cinese, ecc., ecc.. Tutte le varie “cucine”, ad esempio, sono espressioni di microclimi e micro-esperienze diverse, denotano e caratterizzano uno stile di vita, usi e costumi differenti, di un collettivo formatosi, più o meno grande, in modo diverso rispetto ad altri. Queste varie diversità non dovrebbero mai precludere o interferire comunque su quella individuale. Andrebbero considerate in questo modo, punti di partenza e non traguardi assoluti. Ci si dimentica che ognuno ha comunque il suo modo e i suoi limiti di cucinare, i suoi gusti, la sua voglia più o meno spiccata di sperimentare e di andare oltre la classica ricetta. Il microclima più unico che raro, quello più sconosciuto, la cucina da inventare o reinventare e la religione da seguire e realizzare rimaniamo sempre noi stessi.

Tesoro

“Tutti i maestri dicono che il tesoro spirituale è una scoperta solitaria.
Perché allora siamo tanti e stiamo insieme?”

Chiese il discepolo al maestro.

“Finché l’illusione di essere tanti non scompare non si scopre che si è solo uno e il medesimo che si ripete, e non si può divenire soli. Se non si è soli non si può scoprire che anche questa è solo illusione, e che solo il Supremo Sé esiste.”