Blog

Meditazione

la-via

La mente rivolta in se stessa diviene, gradualmente o subitaneamente, e questo dipendentemente dalla sua struttura e resistenza, il flusso di esserlo del Conscio, ovvero il flusso che collega lo Stato dell’Esserlo al processo che lo sta realizzando, e ciò che viene chiamato normalmente il processo meditativo.

Poiché è il Conscio che si manifesta e riconosce è il Conscio che “innesca” il processo meditativo. La preghiera, la richiesta, lo studio, il riflettere, o l’immedesimazione con ciò che si sta facendo, ecc., sono tutte attività che esprimono la capacità del conscio di dirigere le emozioni e pensieri verso la propria origine. In verità, sebbene siano tutte attività che iniziano nella e con la mente, si tratta sempre dello stesso processo del riconoscersi che tende a sfociare spontaneamente nello stato di attività senza attività, ovvero che tende a trasformarsi nel flusso che conduce allo stato in cui il Conscio si identifica esclusivamente con se stesso.

Questa necessità del meditare è espressione diretta dell’innata capacità di riconoscersi del Conscio. Con la costante pratica la meditazione si evolve e matura sempre più, coinvolgendo non solo tutti i processi vibratori-energetici e materiali consci, della cosiddetta veglia consapevole, ma anche quelli del sonno e del sognare stesso.

Per quanto sia di fatto impossibile definire quanto tempo occorra meditare per realizzare lo stato della “liberazione”, possiamo però dire che la veglia, il sonno e il sogno possono trasformarsi nello svolgersi unico del medesimo processo del riconoscersi che conduce a quello stato, poiché di esso sono espressioni.

Il processo del riconoscersi, il processo dell’essere del Conscio, si completa pertanto con la forma fisico-mentale più idonea a manifestarlo, ma si realizza però a prescindere da essa, ovvero trascendendo i limiti della forma e della conoscenza mentale, trascendendo quindi anche tutti i concetti mentali da cui è partito, e sfociando nello stato di Conscio Unico.  Quando questo Stato diviene permanente il Conscio è nello Stato di Dio, nello Stato che peraltro non aveva mai lasciato, se non mentalmente, nello Stato che trascende ogni illusoria forma dell’essere, in cui scompare lo stesso credere e lo stesso bisogno di meditare, perché non c’è più un chi crede né un chi ne ha bisogno.

Chi sono io?

In ogni momento tutto sembra dirti chi e cosa sei, tutto sembra muovere in te chi o cosa vorresti essere.
Sebbene tu possa credere di essere ciò che credi e pensi, e questa è la sacra libertà di ogni individuo, in verità non puoi sapere cosa o chi sei in realtà, perché non sei la conoscenza che puoi raggiungere né sei qualcosa che può essere conosciuto. La coscienza di sé trascende la conoscenza.

Quindi, se cerchi realmente di realizzarti, ovvero di essere ciò che in realtà sei, lascia andare tutti i concetti su te stesso, sugli altri, sul mondo, sulla vita, lascia andare tutte le domande tranne una: “Chi sono io?”, che poi è la vera base di ogni possibile domanda.

Lasciarsi andare in questa auto-indagine significa conoscere cosa non sei, e questo è sufficiente*.

*Questa “sufficienza” non è leggerezza. E’ apertura, liberazione, la via che conduce al vero stato, lo stato di Conscio Unico, in cui non c’è nessuno eccetto il reale Sé manifesto come Conscio di se stesso. Solo il reale Sé è! Questo Suo essere, e di nessun altro, è il solo ed unico essere, ma non è il Sé, non è Dio, è solo una delle sue ineffabili ed infinite manifestazioni, quella di essere conscio di se stesso.

andreacasari.com 

 

 

la chimica del conscio

thumbnail (4)

Se abbiamo ben compreso che il Conscio è la sola Entità-Essere esistente e il processo “metabolico” stesso dell’autocoscienza, ovvero l’insieme delle trasformazioni che si verificano nelle dimensioni che costituiscono l’intero “organismo” del Conscio, che ne garantiscono la conservazione, l’accrescimento e la realizzazione, risulta anche più chiaro che ego, io, identità, individualità, ecc., sono delle fasi e dei passaggi nello svolgersi del processo stesso ma non il risultato finale. Perciò prima di attribuire a questo processo in essere un chi o un cosa esso si riferisca è bene che questo sia compiuto, realizzato anche nel tempo-spazio, poiché il Conscio non è nessuno in particolare, e quel chi e quel cosa si riveleranno essere solo elementi temporanei della mente.

 

Robinson Crusoe

download (2)

Se ti interessa veramente la verità, getta ogni concetto e conoscenza. Lascia perdere ciò che hai sentito dagli altri, quello scritto nei libri, tutto ciò che è tradizione.

Fai come se fossi completamente solo, in un isola deserta, nessun libro, nessun maestro. Tutto da riscrivere. Scopri il tuo intimo linguaggio. Cerca di risponderti con ciò che hai già in te, con ciò che ti appartiene.

traveler advisor

26055818_2048648418700070_5719526706539256282_n

Abbiamo due punti di vista: uno, quello del cervello, dal quale sembriamo dei viaggiatori in un mondo da scoprire, con bussola, orologio, e forse anche una mappa tra le mani, e l’altro, quello della mente, in genere per nulla conosciuto, dove invece siamo la scoperta, con lo spazio e il tempo a mo’ di gambe e forza, e con il mondo in mano.