senza io si sta meglio

io-ed-ego

L’esprimersi del conscio non termina con la sua forma materiale, con il corpo fisico, ma si ottimizza e definisce con la sua realizzazione, ovvero con la maturazione consapevole dell’Unicità. L’equivalenza tra il conscio e la Coscienza manifesta del Sé sottintende l’equivalenza di unicità ed unità, di individuo e TUTTO.

A livello della Coscienza non c’è la mente e questo significa che non c’è nessun io che sperimenti la realizzazione. Nell’unità accade il processo di consapevolizzazione della mente ed ogni qualvolta il conscio vive lo stato di Unità la mente ritorna in attività sempre più consapevole. Con lo stato costante di Unità il processo di maturazione della mente diviene anch’esso costante.

Sembrerà difficile credere che non si possa esistere anche senza un “io”, sebbene questo inconsciamente accade molte volte durante ogni singolo giorno, il solo pensarci crea una ulteriore resistenza ed attaccamento ad esso. Trascendere l’io è una delle cose più difficili, è molto più facile inventarsene un’altro più sottile e sofisticato, ma quando sfuma veramente l’immedesimazione con esso questo scompare automaticamente e scompaiono anche tutte le possibili identificazioni e si rivela la vera Coscienza del Sé.

Es, io, ego, super-ego

Tutti questi termini della psicologia analitica si devono intendere al “come” si costituisce la personalità dell’individuo. Questa non definisce un “chi”, che è la coscienza di essere pura e semplice che ognuno deve scoprire – il cosiddetto io sono -, ma è il come il dito (la persona nella sua totalita di mente-corpo) indica la luna (la coscienza) – usando il classico modo dire.

Mentre i più guardano al dito come a se stessi in sostanza si tratta invece dell’esperienza mentale preconscia, conscia e subconscia associata alla stessa “esperienza” di essere, al corpo, agli altri e al mondo di ciò che in realtà è la coscienza di essere, la quale è al di là di ogni possibile esperienza.