la chimica del conscio

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Se abbiamo ben compreso che il Conscio è la sola Entità-Essere esistente e il processo “metabolico” stesso dell’autocoscienza, ovvero l’insieme delle trasformazioni che si verificano nelle dimensioni che costituiscono l’intero “organismo” del Conscio, che ne garantiscono la conservazione, l’accrescimento e la realizzazione, risulta anche più chiaro che ego, io, identità, individualità, ecc., sono delle fasi e dei passaggi nello svolgersi del processo stesso ma non il risultato finale. Perciò prima di attribuire a questo processo in essere un chi o un cosa esso si riferisca è bene che questo sia compiuto, realizzato anche nel tempo-spazio, poiché il Conscio non è nessuno in particolare, e quel chi e quel cosa si riveleranno essere solo elementi temporanei della mente.

 

Wellcome

Con questo sito intendo suggerire al ricercatore attento un approccio nell’auto-indagine per la realizzazione del Sé (la c.d. auto-realizzazione) del tutto intuitivo e semplice. Questo atteggiamento non abbisogna di ricercate conoscenze o sensibilità e nemmeno di spiccate facoltà (normali o paranormali) poiché trascende ogni forma di espressione concentrandosi su ciò che invece è il comune denominatore di ogni possibile forma, metodo, e “via spirituale”, ovvero l’Unicità che le contiene e definisce. Nello specifico il mio consiglio è quello di indirizzare e lasciare la propria attenzione, con la meditazione e la veglia consapevole, nello scoprire quella segreta ed invisibile “placenta” che contiene, nutre, e definisce le cose, mantenendone anche l’unità tra loro, proprio come lo sono la singola forma nell’unico tutto, l’attimo tra tutti i momenti, l’esperienza individuale in tutta la conoscenza. Si tratta di innescare nel conscio un processo della consapevolezza senza contaminazioni che ha lo scopo di condurre l’individuo a realizzare la stessa unicità dell’unicità, ossia di poter realizzare la Coscienza dell’unico Sé. Unicità è sinonimo di Coscienza dell’Unico. Per quanto possa sembrare banale l’essere consci di sé, il pensare, il vedere o il sentire le cose, il fatto di andare oltre questa automaticità e di intuire anche solo per un istante che “Una cosa per esistere deve essere unica!”, e che quindi tutti gli stati dell’essere per poter essere individuabili devono essere unici tra loro, è già di per sé un notevole passo in avanti. Si tratta in effetti della scoperta dell’unicità della coscienza di sé e di possedere una predisposizione alla realizzazione e alla libertà già in essere e assolutamente efficace così com’è. Una propensione che non necessita di essere arricchita da concetti filosofici e tanto meno da qualsivoglia credenza e dogma. Tutto ciò, scopriremo, viene dopo. Ma sappiamo, all’uomo piace colorare le cose a tal punto che si innamora e parla solo dei colori, di come si ottengono, di cosa significano, ecc., perdendo di vista ciò che è stato colorato. I classici temi mistici, come gli stessi termini spirituali usati e il medesimo concetto di spiritualità, rappresentano proprio questa capacità creativa dell’uomo di interpretare le diverse esperienze della realizzazione a seconda del proprio credere e del proprio vissuto. Con il tempo queste interpretazioni sono diventate oggetto di interesse, di studio, e anche di culto collettivo, divenendo religioni, filosofie, movimenti spirituali, tecniche di meditazione, metodi di insegnamento ed apprendimento. Per sedimentazione nel collettivo, per tradizione, e spesso anche per comodità, queste spiegazioni sono considerate “verità universali”, ma per la quasi totalità degli individui rimangono perlopiù delle seducenti astrazioni, dei poetici concetti e delle idealizzazioni, a cui credere o non credere, a cui associarsi o dissociarsi. Sebbene tutti questi concetti, credenze, rivelazioni contengano in sé comunque un grandissimo potere iniziatico e di ispirazione non sono anche esaustivi per ognuno. Per rendersene conto basta guardare quanti individui in effetti si realizzano rispetto ai miliardi di fedeli, di praticanti e seguaci nel mondo. In genere viene spiegato che ciò dipende solo dal fatto che non tutti sono pronti o all’altezza per comprendere, mentre io affermo che ognuno è solo diverso, e non potrebbe essere altrimenti. Le varie diversità di religioni, filosofie, rituali, yoga e tecniche meditative che sono immagazzinate come sottoinsiemi consci e subconsci nell’insieme collettivo non fanno altro che provare all’individuo l’esistenza di questo principio fondamentale di unicità che le ha generate. Malgrado tutto questo costituisca comunque una solida base di appoggio e di non ritorno nell’evoluzione dell’umanità e nonostante il conscio collettivo influisca attivamente nel concepimento e nell’imprinting di quello individuale (e qui ce ne sarebbero da dire di cose..), il principio di similitudine che accomuna tutti gli individui ad un gruppo, e più profondamente ad un unico essere, non è l’ultimo gradino, ma la soglia che introduce alla scoperta e alla realizzazione dell’unicità della Coscienza. Il criterio e la consapevolezza esistenziale di uguaglianza, per quanto veri e importanti nell’evoluzione della specie, delle differenti etnie, dei vari gruppi, e del singolo, non soddisfa appieno l’unicità di fondo a cui tutto tende. Nulla per quanto simile può essere identico all’esclusiva complessità, e alla sacra libertà che ne deriva, di ogni sempre “nuovo” individuo, che è di fatto la vera “spiritualità” da realizzare.

L’Unicità è possibile ed individuabile (ovvero realizzabile) solo nell’Unità. Ciò vuol dire che per poter essere consapevolmente UNO bisogna maturare l’Unicità originale, maturare la Coscienza dell’Unico, dell’Unico senza Unicità (il Sé assoluto). Di fatto, la vera realizzazione della Coscienza comporta anche la piena consapevolezza della sua stessa mutevole illusorietà rispetto all’unica monolitica realtà del Sé; è la liberazione da tutte le illusioni del conscio collettivo e non solo dall’individualità.

Andrea Casari

Non siamo figli delle stelle

La conquista della coscienza di se’ come dell’unico Se’ è sostanzialmente quello che si definisce maturazione del conscio, maturazione spirituale dell’individuo, illuminazione, realizzazione. La Coscienza è di per se stessa già conscia del Sé, quale propria origine, pertanto la suddetta maturazione non è un mutamento del suo stato ma è il processo di armonizzazione del conscio, ovvero della relazione della coscienza con tutte tutte le sue espressioni, in primis la mente, che è il suo fondamentale senso di sintesi. Una maturazione che coinvolge l’intera manifestazione individuale nell’intento di realizzare consapevolmente l’Unità originale, che peraltro già esiste.

Per quanto il così detto “viaggio spirituale” sia puramente un’illusione della mente, visto che dall’Unità non ci si muove e separa affatto, si tratta comunque per il conscio che vive tale esperienza di pura eccitazione, estatico godimento e pieno appagamento, incommensurabilmente più grande di qualsivoglia conquista del superfluo o del necessario.
L’uomo è espressione della Coscienza del Sé, della sua spontanea capacità di essere conscia di  sé stessa e della sua origine, non è figlio delle stelle né una creazione del desiderio o del bisogno.

la scoperta dell’acqua calda

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La scoperta dell’unicità è la scoperta della coscienza che tutto contiene. Ai più ciò potrebbe sembrare una banalità come lo è la scoperta dell’acqua calda. Ovvietà o meno in quell’attimo in cui si individua l’unicità anche in un semplice oggetto in verità la si sta realizzando anche a livello della coscienza proprio perché la Coscienza (l’indescrivibile straordinarietà dello stato di presenza del Sé) è contemporaneamente origine e conseguenza di se stessa.

Il problema è diventarne pienamente consapevoli, esserne consci completamente e mettere l’acqua sul fuoco, altrimenti rimane solo un concetto che non serve a nulla, una pentola vuota.

autocoscienza

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L’autocoscienza è la coscienza che la Coscienza del Sé, e non l’io, ha di se stessa e del Sé. L’io è il prodotto di questa consapevolezza ed è semplicemente il dito che indica quello stato di consapevolezza superiore. L’autocoscienza è perciò il conscio, ossia l’insieme di Coscienza del Sé, mente e corpo, che permette, matura e realizza tale stato. Possiamo anche dire che il conscio – lo stato di autocoscienza – mentre è il naturale esprimersi della Coscienza, a livello della mente viene definito come il destino – il karma – della forma che lo consente.

 

Coscienza del Sé e Conscio

I vari ambiti di osservazione che nel corso del tempo si sono formati per cercare di spiegare che cosa sia la Coscienza: new-age, filosofico, religioso, spirituale, meditativo, etico, scientifico, psichiatrico, psicologico, neurologico, provengono tutti dal medesimo punto di vista, quello della mente.

Di fatto tutte le varie teorie o insegnamenti che riferiscono del “cambiamento”, ossia del mutamento, o trasformazione, o evoluzione, o maturazione della Coscienza come se questa fosse un qualcosa, un processo, di cui poter percepire il mutamento di stato, come anche tutte le rappresentazioni che cercano di definirla e di descriverla, in verità sono delle proiezioni mentali riguardo a ciò che invece trascende ed origina la mente stessa che fa tutte queste proiezioni.

In realtà ogni possibile affermazione riguardo la Coscienza si riferisce invece ai vari processi che interessano il Conscio, ossia uno degli infiniti processi che avvengono grazie alla Coscienza e più precisamente quello dell’esprimersi delle sue Fondamentali Forme (il Sapere, l’Amore e il Potere) attraverso i limiti di un corpo-mente.

Sebbene non sia possibile descrivere la Coscienza perché la mente non può arrivare a quel livello, grazie al processo di consapevolizzazione della mente (la sua armonizzazione con le Forme Fondamentali della Coscienza) è comunque possibile scoprire cosa questa riveli: la Realizzazione del Sé. 

La Coscienza è la fondamentale espressione del Sé. La sua caratteristica principale è di riferirsi al Sé, di rappresentarlo in essere sebbene il Sé sia al di là dei concetti di essere e non essere. Essa esprime questo Sapere-Amore e Potere di Essere in tutte le forme dell’esistere, tutte assolutamente uniche ma indivisibili, una delle quali è proprio quella della così detta auto-coscienza individuale, ovvero la coscienza della Coscienza.

Sebbene la mente non sia in grado di raggiungere il livello della Coscienza essa contribuisce attivamente al processo del Conscio e può diventarne consapevole riconoscendo le sue forme fondamentali di espressione (il Sapere, l’Amore e il Potere) e realizzandosi come la loro espressione energetica. La mente è di fatto energia, come ogni suo prodotto (pensieri, emozioni, concetti, ecc.: Essa è il senso di sintesi della Coscienza che si forma contemporaneamente al corpo fisico nell’esistere tutto e che permette o ostacola il processo di maturazione del Conscio individuale.