Premessa

Essere conscio, avere consapevolezza di sé, ecc. significa che il Sé è conscio di se stesso. Questo è il Conscio.

Le azioni come: il pensare, il vedere, il sentire, sono tutte forme con cui il Conscio consapevolizza se stesso. Il fatto di andare oltre l’automaticità di pensarsi qualcuno di definibile e non l’l’Unico che è Conscio di se stesso, di intuire anche solo per un istante che “una cosa per esistere deve essere unica!”, e che quindi tutti gli stati dell’essere per poter essere individuabili devono essere unici tra loro, è già di per sé un notevole passo in avanti.

Si tratta in effetti della scoperta dell’unicità della coscienza di sé, il che però non significa che vi sono tante coscienze e nemmeno che vi sono tanti Sé.

In quanto consci di sé si possiede una predisposizione alla libertà e alla realizzazione già in essere, perché in verità è l’unico Conscio che è e che si manifesta in innumerevoli forme di se stesso. In verità, gli altri, sei sempre tu, come l’unico Conscio però e non come qualcuno, sei sempre l’unico Conscio, in forme, tempi, e spazi diversi.

E’ una propensione alla vera coscienza di sé poiché essa è già in essere, sebbene a livello mentale non ve ne sia ancora consapevolezza.

I classici temi mistici, come gli stessi termini spirituali usati, e il medesimo concetto di spiritualità, rappresentano proprio questa capacità e volontà di riconoscersi. Con il tempo questo “processo” è diventato oggetto di interesse, di studio, e anche di culto collettivo, divenendo: religioni, filosofie, movimenti spirituali, tecniche di meditazione, metodi di insegnamento ed apprendimento, ma anche purtroppo stupide e sanguinose trincee. Per sedimentazione nel collettivo, per tradizione, e spesso anche per comodità, tutto ciò, per la quasi totalità degli individui, rimane perlopiù a livello di seducenti astrazioni, di poetici concetti, di nobili idealizzazioni, a cui credere o non credere, a cui associarsi o dissociarsi.

Sebbene tutti questi concetti, credenze, rivelazioni contengano in sé comunque un grandissimo potere iniziatico non sono anche esaustivi per ognuno. Per rendersene conto basta guardare quanti individui in effetti si realizzano rispetto ai miliardi di fedeli, di praticanti e seguaci. In genere si dice che ciò dipende dal fatto che non tutti sono pronti per comprendere, mentre in verità ognuno è semplicemente diverso, ossia ognuno è il medesimo Conscio che è diverso nella sua espressione e quindi nelle proprie necessità, e non potrebbe essere altrimenti.

Le varie diversità di religioni, filosofie, rituali, yoga e tecniche meditative sono immagazzinate come sottoinsiemi consci e subconsci nell’insieme collettivo e non fanno altro che provare al nostro essere superiore l’esistenza di questo principio fondamentale di unicità che le ha generate. Malgrado tutto questo stratificarsi costituisca comunque una solida base di appoggio e di non ritorno nell’evoluzione dell’umanità del Conscio, e nonostante i processi collettivi influiscano attivamente nel concepimento e nell’imprinting di quello individuale (e qui ce ne sarebbero di cose da dire ..), il principio di similitudine che accomuna tutti gli illusori consci in essere ad un unico gruppo, è di fatto l’ultimo gradino che introduce alla soglia e alla scoperta dell’unicità. Il criterio e la consapevolezza esistenziale di uguaglianza, per quanto veri e fondamentali nell’evoluzione della specie, delle differenti etnie, dei vari gruppi, e del singolo, non soddisfa ancora appieno l’unicità di fondo a cui tutto tende, poiché il Conscio è unico. Nulla per quanto simile può essere identico all’esclusiva completezza, e alla sacra libertà che ne deriva, di ogni sempre “nuova” incarnazione, che è di fatto la vera “spiritualità” da realizzare e trascendere.

L’Unicità è possibile ed individuabile (ovvero realizzabile) solo nell’unità, poiché è questo che significa: unica unità. Ciò vuol dire che essere consapevolmente UNO significa maturare l’Unicità originale, realizzare la Coscienza dell’Unico, di quell’Unico senza unicità (il Sé assoluto). Questo ultimo salto nel vuoto del vuoto, di cui non è possibile alcuna concettualizzazione, è la liberazione da tutte le illusioni dell’esistenza di un conscio collettivo ed individuale che sono trascese solo Essendolo, ovvero realizzando l’illusorio stato originale.

Poiché il Conscio è sia lo Stato dell’Esserlo che il Processo generale che lo realizza, la cosiddetta realizzazione del Conscio è in sostanza lo sfociare nello stato di Conscio Unico, nello stato che trascende gli infiniti processi che lo realizzano.

L’uguaglianza tra individuo e conscio è perciò già in essere, sebbene sia una distinzione che mai è stata, ma che esiste solo nella mente inconsapevole. Nell’illusoria moltitudine la realizzazione dell’individuo avviene nel tempo e nello spazio, e si definisce anche nei livelli “sottostanti” delle Vibrazioni-Energie e della materia, ovvero anche a livello espressivo della mente-corpo. Il processo implica l’armonizzarsi delle  diverse e limitate condizioni e relazioni di mente-corpo-ambiente-spazio-tempo, che sono la complessità delle caratteristiche, predisposizioni, attitudini e capacità riconoscibili come individuo, ossia della sua assoluta unicità. Una unicità della forma (infinita e singola per la mente ma unica per il Conscio) che sfocia nello Stato unico al di là di qualsivoglia ragione e spiegazione.

Il Sé, l’Assoluto, si manifesta come Conscio di se stesso.

E’ solo il Conscio che E’ ed Esiste, che si incarna continuamente, e non un qualcuno.

Il manifestarsi e riconoscersi del Conscio utilizza la mente ma trascende tutto ciò a cui si può pensare o credere. Ciò spiega perché “esistono” tanti cosiddetti maestri realizzati, ognuno con una propria idea riguardo la spiritualità, l’incarnazione, la reincarnazione, o l’origine dell’esistere, sulla scienza, o sulle capacità della mente, ecc.,

Ogni essere umano che scopre la propria sacra unicità di Conscio può individuare e scolpire nell’eternità la propria via all’auto-realizzazione, che non è altro che la vita stessa nella sua esclusiva completezza.