Premessa

Per quanto possa sembrare banale l’essere consci di sé, il pensare, il vedere o il sentire le cose, il fatto di andare oltre questa automaticità e di intuire anche solo per un istante che “Una cosa per esistere deve essere unica!”, e che quindi tutti gli stati dell’essere per poter essere individuabili devono essere unici tra loro, è già di per sé un notevole passo in avanti. Si tratta in effetti della scoperta dell’unicità della coscienza di sé e di possedere una predisposizione alla realizzazione e alla libertà già in essere e assolutamente efficace così com’è. Una propensione che non necessita di essere arricchita da concetti filosofici e tanto meno da qualsivoglia credenza e dogma. Tutto ciò, scopriremo, viene dopo. Ma sappiamo, all’uomo piace colorare le cose a tal punto che si innamora e parla solo dei colori, di come si ottengono, di cosa significano, ecc., perdendo di vista ciò che è stato colorato. I classici temi mistici, come gli stessi termini spirituali usati, e il medesimo concetto di spiritualità, rappresentano proprio questa capacità creativa dell’uomo di interpretare le diverse esperienze della realizzazione secondo il proprio e l’altrui vissuto,  creando inconsapevolmente egli stesso le basi del proprio credere. Con il tempo queste interpretazioni sono diventate oggetto di interesse, di studio, e anche di culto collettivo, divenendo religioni, filosofie, movimenti spirituali, tecniche di meditazione, metodi di insegnamento ed apprendimento, ma anche purtroppo stupide e sanguinose trincee. Per sedimentazione nel collettivo, per tradizione, e spesso anche per comodità, queste spiegazioni sono considerate “verità universali”, ma per la quasi totalità degli individui rimangono perlopiù delle seducenti astrazioni, dei poetici concetti, e delle nobili idealizzazioni, a cui credere o non credere, a cui associarsi o dissociarsi. Sebbene tutti questi concetti, credenze, rivelazioni contengano in sé comunque un grandissimo potere iniziatico non sono anche esaustivi per ognuno. Per rendersene conto basta guardare quanti individui in effetti si realizzano rispetto ai miliardi di fedeli, di praticanti e seguaci. In genere viene spiegato che ciò dipende solo dal fatto che non tutti sono pronti o all’altezza per comprendere, mentre io affermo che ognuno è solo diverso, e non potrebbe essere altrimenti. Le varie diversità di religioni, filosofie, rituali, yoga e tecniche meditative sono immagazzinate come sottoinsiemi consci e subconsci nell’insieme collettivo e non fanno altro che provare al nostro sapere superiore l’esistenza di questo principio fondamentale di unicità che le ha generate. Malgrado tutto questo stratificarsi costituisca comunque una solida base di appoggio, e di non ritorno, nell’evoluzione dell’umanità, e nonostante i processi del collettivo influiscano attivamente nel concepimento e nell’imprinting di quello individuale (e qui ce ne sarebbero di cose da dire ..), il principio di similitudine che accomuna tutti gli individui ad un gruppo, e più profondamente ad un unico essere, è l’ultimo gradino che introduce alla soglia e alla scoperta dell’unicità. Il criterio e la consapevolezza esistenziale di uguaglianza, per quanto veri e fondamentali nell’evoluzione della specie, delle differenti etnie, dei vari gruppi, e del singolo, non soddisfa ancora appieno l’unicità di fondo a cui tutto tende. Nulla per quanto simile può essere identico all’esclusiva completezza, e alla sacra libertà che ne deriva, di ogni sempre “nuovo” individuo, che è di fatto la vera “spiritualità” da realizzare. L’Unicità è possibile ed individuabile (ovvero realizzabile) solo nell’Unità. Ciò vuol dire che essere consapevolmente UNO significa maturare l’Unicità originale, realizzare la Coscienza dell’Unico, di quell’unico senza unicità (il Sé assoluto). Di fatto, la realizzazione della Coscienza comporta anche la piena consapevolezza della sua stessa mutevole illusorietà rispetto alla monolitica realtà dell’immutabile Sé. Questo ultimo salto nel vuoto del vuoto è la liberazione da tutte le illusioni del conscio, sia collettivo che individuale.

La realizzazione del conscio è la maturazione consapevole dello stato di equivalenza tra il Conscio e la Coscienza manifesta stessa (totale, onnicomprensiva, infinita). Una uguaglianza che peraltro è già in essere e di una distinzione che mai è stata ed esistita, che solo la mente crea, basando il proprio pensare alla identificazione con il corpo e a una prospettiva da cui la forma individuale sembra separata dal tutto il resto. La realizzazione dell’individuo perciò esiste già al livello della Coscienza mentre si definisce nel tempo e nello spazio nei livelli “sottostanti” delle Vibrazioni-Energie e della materia, ovvero anche ai livelli della mente e e del corpo. Contemporaneamente il processo di maturazione del Conscio implica anche l’armonizzarsi delle infinite potenzialità con le diverse e limitate condizioni e relazioni di mente-corpo-ambiente-spazio-tempo che sono la complessità delle caratteristiche, predisposizioni, attitudini e capacità riconoscibili in ogni individuo.

Ogni essere umano che scopre la propria sacra unicità può individuare e scolpire nell’eternità la propria via all’auto-realizzazione, che non è altro che la vita stessa nella sua esclusiva completezza.